I film da vedere in sala nel 2017

Il Cartello si occupa di tutti i migliori film da vedere al cinema e non solo, andando a selezionare il meglio dell’arte e della nostra società.

Manchester by the sea

Premio Oscar per la migliore sceneggiatura agli ultimi Academy Awards, Manchester by the sea è un melodramma intimo, discreto che deflagra nella seconda parte quando, per mezzo di flashback chirurgicamente cadenzati scopriamo lo straziante passato che tormenta il presente del protagonista – un Casey Affleck mai così bravo, premiato anche lui con l’Oscar – e tiene in scacco ogni speranza di futuro. Un dramma dei sentimenti autentici, genuini che trova nella Manchester statunitense (siamo in Massachusetts), cittadina marina della costa est, la perfetta location dove far germogliare, nel terreno fertile degli affetti famigliari, la possibilità di un nuovo inizio.

Jackie

Pablo Larrain, dopo essersi dimostrato acuto osservatore delle dinamiche politiche del proprio Paese natale – il Cile, di cui ha vivisezionato con chirurgica destrezza ascesa e caduta del regime di Pinochet –, affronta un capitolo altrettanto dolente della storia moderna a stelle e strisce, l’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, adottando come punto di osservazione quello della first lady Jacqueline Kennedy. Jackie è il polo attrattivo della vicenda, la testimone di un dramma che da privato si fa pubblico. E la stessa Jackie – splendida Natalie Portman – a volere un’apparentemente inspiegabile spettacolarizzazione del dolore, ma in verità riflesso condizionato di una solitudine che nessun addobbo, nessun abito può ormai nascondere.

La Bella e la Bestia

Il capolavoro d’animazione Disney diventa finalmente un film e poco importa se in definitiva non riesce a replicare la magia dell’originale, nonostante ne resti fedelmente aderente. Emma Watson è una Belle più che convincente – e finalmente può scrollarsi di dosso gli abiti di Hermione Granger – e anche Luke Evans se la cava dignitosamente nei panni di Gaston. Nonostante il film di Bill Condon restituisca talvolta l’impressione di un semplice compitino, attento a non discostarsi dal canovaccio originale, nel complesso l’operazione appare riuscita grazie soprattutto ad un montaggio che salvaguarda il ritmo della narrazione tenendo sempre alto l’interesse dello spettatore.

Elle

Elle segna il ritorno alla regia di Paul Verhoeven, che ci spalanca una finestra sulla vita di Michèle Leblanc (interpretata da Isabelle Huppert, ruolo che le è valso la candidatura ai premi Oscar come Miglior attrice protagonista), un’imperturbabile donna di successo la cui vita è sconvolta a causa di uno stupro subito nella propria casa. Nonostante il successo della compagnia di videogiochi della quale è a capo, Michèle è reduce di numerose sconfitte nella sua storia personale; suo padre è un ergastolano, sua madre una collezionista di toy-boy e botox e suo figlio è ormai un adulto senza mezzi e senza cervello.
Tutto questo è condito da una separazione, una nuora insopportabile e un amante scomodo.

Elle è quel film che non vorresti, ma ti piace, capace di soddisfare quel piccolo, nascosto desiderio di trasgressione che cerchiamo di celare agli occhi degli altri.
Paul Verhoeven non si concede nemmeno un pizzico di moralità servendoci, così, un piatto di cruda provocazione, difficile da digerire, ma dal gusto estremamente piacevole.

Vi presento Toni Erdmann

 Vi presento Toni Erdmann, secondo film della regista tedesca Maren Ade, è una commedia amara capace di essere nella sostanza un film politico che insinua dubbi su una concezione del lavoro e dell’esistenza che tende sempre più ad essere considerata dominante e inevitabile. Non agisce come un film impegnato o di denuncia esplicita, ma fa emergere la questione raccontando lo scontro-incontro tra due figure agli antipodi, un padre e una figlia distanti non solo geograficamente, basandosi quindi sulle coordinate di un racconto intimista. Lui, Winfried, è un allegro, vivace e gigione insegnante di musica in pensione, con particolare propensione per i travestimenti e la beffa, come illustrato fin dalla primissima sequenza ai danni di un malcapitato fattorino. Lei, Ines, lavora invece a Bucarest per una grande azienda del settore petrolifero e appare come inquadrata, seriosa e completamente assorbita dal lavoro, con, comprese nel pacchetto, le conseguenti, e all’inizio latenti, rinunce, insoddisfazioni e le aspirazioni sempre più sfuggenti e frustrate.

Vi presento Toni Erdmann è quindi un film allo stesso tempo semplice, per come racconta, i sentimenti e per l’immediatezza delle scene divertenti, e complesso per come nella sostanza può essere letto come opera emblematica dei nostri tempi.

Aspettando le prossime uscite del 2017, il Cartello vi augura buona visione.

Autore

Daniele Castellani

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