L’anima dell’Uomo

Scientology Brescia | 21 settembre 2017 | 0 | Arte e cultura

Far sapere all’uomo che è un’anima

In questo scritto del 1956 L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology, conduce l’uomo alla riscoperta dell’anima, come fatto scientifico.

Tanto tempo fa l’uomo sapeva di avere un’anima; sarebbe stato scioccato se gli fosse stato detto che un giorno si sarebbe dovuto scrivere un libro per informarlo, come scoperta scientifica, che ne possedeva una.

Eppure ciò è l’argomento di questo libro. Non tratta della tua anima. Non ha il proposito di dirti di essere buono o cattivo o cristiano o yogin. È scritto per informarti sulla storia della riscoperta dell’anima umana come fatto scientifico e dimostrabile.

In un momento in cui le religioni sono ovunque minacciate d’estinzione da parte del comunismo, della psichiatria, della psicologia, del materialismo dialettico e di altre innumerevoli “scienze” e “dottrine”, si potrebbe pensare che questo libro sia un tentativo di creare un adeguato fervore religioso mirante a frenare l’assalto degli opuscoli di propaganda, i quali, al di là di tutto, sono in realtà l’aspetto più orrendo di queste minacce all’uomo; tuttavia, questo volume non ha tale intenzione: il successo del controllo religioso sull’uomo è ugualmente dubbio. Nell’attrito scottante creato da tali conflitti potremmo non renderci conto del fatto che l’anima merita un’indagine ed un’analisi, scritta puramente nel suo interesse, e non nell’interesse di guadagnar capitali, stabilendone o negandone l’esistenza.

L’avventura

La storia della riscoperta dell’anima è un’avventura considerevole, se viene guardata interamente sotto l’aspetto filosofico e sperimentale; l’avventura è stata resa ancor più intensa dalla quantità di pregiudizi e rifiuti incontrati a causa di queste “dottrine” e “scienze”. Si potrebbe pensare che le ideologie fossero così piene dell’eccellente opinione che avevano di se stesse, da credere che ogni indagine sull’anima fosse naturalmente intesa come un affronto personale a tutte quante.

Dopo un lungo indagare sull’anima, si è portati a credere che tra tutti questi disaccordi moderni ci sia solo una cosa su cui si è d’accordo: che il soggetto dell’anima umana, bene o male, appartenga solo alla sfera personale di ognuno. Così la pubblicazione di questo libro sarà in se stessa un’avventura poiché si metterà a nudo, fra tutte queste “dottrine” e “scienze”, l’idea presuntuosa, in ognuna di esse, di venire attaccata; e per poter “attaccare” in un sol colpo tutta questa opposizione, un autore dovrebbe avere la pelle di un rinoceronte, la roccaforte di un Christophe o le gambe di un impala. Non avendo nessuna di queste, ma piuttosto una certa fiducia nella stupidità di tutte queste scuole di schiavitù, ci troviamo ben disposti ad accettare il rischio, se non addirittura il combattimento.

Anima e materia scientifica

La nostra polemica principale, abbastanza separata da altre di poco rilievo, verte sulla domanda se l’anima, o la conoscenza di essa, possa essere considerata una “materia scientifica”.

Questo perché, in questi tempi dialettici, la scienza è per definizione qualcosa che si considera completamente rivolto a questioni materiali, che ha cercato di accaparrare solamente per sé (proprio come altre “dottrine” e “scienze”) l’intera conoscenza e ha cercato poi di dimostrare che la conoscenza è da trovarsi solamente nel materialismo. Tale visione in qualche modo distorta, risulta artificiale fin da un primo esame.

“Scienza” significa solamente “verità”, derivando dalla parola latina “scio” che vuol dire “conoscere, nel senso assoluto della parola”; “scienza”, usata più tardi in modo più stretto, presuppone un’organizzazione della conoscenza: e se questo è vero allora questi elementi concernenti l’anima umana soddisferanno senza dubbio il criterio di conoscenza “scientifica”, essendo organizzati e basati su conoscenza criticamente osservabile.

La conoscenza

Dal momento, quindi, che questo corpo d’informazioni sull’anima umana è basato su una verità o una conoscenza misurabile ed osservabile, ed è organizzato, abbiamo attribuito ad esso la parola Scientology, che è come dire: la “conoscenza della conoscenza” o “sapere come conoscere” o “studio della verità”, in modo da schierarci, con tale parola, assieme alle “scienze”. Potremmo però allo stesso modo chiamare questi elementi “animismo” o “la dottrina dell’anima umana” e quindi schierarci, per così dire, con le “dottrine”, fiancheggiando le une e le altre dal loro lato positivo, evitando in questo modo la guerra.

Come parola, Scientology è piuttosto necessaria dal momento che abbiamo bisogno di un simbolo identificativo che rappresenti queste particolari scoperte, i dati e il loro metodo d’uso, e inoltre per evitare errori nella nostra conversazione. L’argomento dell’anima è facilmente aperto a ogni ramo di qualsiasi conoscenza, e per poter restare orientati e rimanere nell’ambito delle informazioni qui contenute abbiamo bisogno di questa parola.

L’obiettivo dello scritto

Molto bene. Avendo – speriamo – reso noto il nostro tono politico (o mancanza di esso) e definito con una parola ciò che stiamo facendo, esaminiamo ora CHE COSA stiamo facendo.

Stiamo studiando l’anima o lo spirito. Lo stiamo studiando in quanto tale. Non stiamo cercando di usare questo studio per promuovere qualche altra disciplina o credo. Raccontiamo la storia di come è successo che l’anima ha dovuto essere nuovamente scoperta. Ed ora che l’abbiamo riscoperta, stiamo anche scoprendo se le informazioni così ottenute possono aiutarci in qualche modo a vivere meglio, o, se per questo, a morire meglio.

Quindi si può chiaramente vedere che questo libro può essere letto senza alcun pericolo. Esso non cerca di alterare il vostro credo ideologico o religioso. Se tale credo dovesse cambiare solo perché leggete questo libro, la colpa è solo vostra; interferire non era nelle intenzioni dell’autore.

Naturalmente se LEGGETE questo libro e fate i semplici esperimenti in esso contenuti, i vostri credo ideologici e religiosi cambieranno; non v’è alcun dubbio. Comunque ricordatevi che, nel caso dovesse passarvi per la testa l’idea di incolpare qualcuno, qualsiasi cosa SUCCEDERÀ, noi non INTENDEVAMO cambiare il vostro ideale filosofico; tutto ciò che intendevamo fare, molto innocentemente, era di fornirvi qualche dato sull’anima umana, e nemmeno la vostra anima in particolare, ma l’anima in generale.

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